C’erano una volta e ci sono ancora degli eroi tutti nuovi che sconfiggono il male non certo con le spade, né con le pistole, come nel selvaggio west, ma con un’arma tutta speciale che non serve a uccidere, né a far male, con la quale raccontare gli errori commessi dai malfattori, affinché capiscano la differenza tra il bene e il male e decidano di cambiare vita.
Mentre i principi delle favole, avvezzi ad uccidere draghi e streghe, andavano a cavallo e indossavano lucenti armature di metallo, i nostri eroi vestono un’elegante uniforme nera con strisce rosse, sulla giacca delle stelle e in testa un cappello con una fiamma color argento.
Per raggiungere i cattivi e salvare gli innocenti salgono in sella alle moto e guidano le “gazzelle”, che non sono animali agili e veloci, ma automobili scattanti e sicure.
Avete già capito di chi stiamo parlando? Gli eroi del nostro tempo sono i Carabinieri.
A Marsala la Compagnia dei carabinieri si trova dentro una bellissima “Villa Araba” che prende il nome da un vero eroe: il maresciallo Silvio Mirarchi che ha perso la vita per combattere il crimine e in particolare il traffico di droga.
A raccontarci questa storia è stata la Tenente Virginia Coni, una ragazza di Roma che ha scelto di fare il mestiere del carabiniere: “Io ero una bambina come voi – ci ha raccontato –. anche voi dopo le superiori dovrete decidere cosa fare nella vita. Io ho deciso di essere un carabiniere, mettendomi in gioco e scegliendo di continuare a studiare e decidendo di seguire delle regole ben precise, quelle della disciplina militare. Se si vuole diventare carabiniere si deve studiare un anno, per diventare marescialli tre anni, per essere ufficiali invece cinque anni, due dei quali da trascorrere all’Accademia militare di Modena. E’ proprio qui in accademia che si forma la vera parte militare di Ufficiale dei Carabinieri, un senso di appartenenza incondizionato e fortemente sentito, che è importante trasmettere a tutti i carabinieri alle proprie dipendenze per garantire il rispetto delle regole e il benessere di tutti i cittadini, compresi voi e le vostre famiglie.”
Ad accoglierci è stato anche il Capitano Marco Cirillo, che assomiglia ad un vero cavaliere e che ci ha spiegato come funziona la Compagnia dei carabinieri di Marsala che lui dirige: “La Compagnia dei carabinieri è un insieme di più reparti. Si compone di cinque stazioni, tre a Marsala, una a Petrosino e una a Pantelleria. Il NORM – Nucleo operativo radiomobile – cioè la sezione operativa per le indagini complesse. La Radiomobile è la gazzella che garantisce la sicurezza 24 ore su 24”.
Per individuare i cattivi i Carabinieri hanno molti strumenti: le moto, le macchine con i lampeggianti, le radio, il Casco, lo scudo ma soprattutto un’arma inaspettata, la penna!
E se un cattivo ha lasciato le sue tracce si utilizza una polvere chimica e un pennello capaci di recuperare le impronte digitali che serviranno per essere comparate con quelle già depositate nella banca dati: così si scopre l’identità del responsabile.
Una volta scoperto il proprietario dell’impronta che lo incrimina, il carabiniere deve usare la sua arma prediletta: la penna che serve a scrivere il verbale d’arresto. Solo se il militare ha scritto bene cosa ha fatto il responsabile, il giudice comprenderà quello che è successo e convaliderà l’arresto. Se, invece, il verbale è scritto male, il magistrato non comprenderà bene e forse lo rimetterà in libertà.
Tuttavia i carabinieri non vogliono punire nessuno: il loro sogno è riuscire a prevenire il male e garantire la sicurezza di tutti, impedendo a chi vuol commettere reati di farlo. “Meglio prevenzione che repressione. Tuttavia a volte è necessario reprimere i reati”. Ma è bene distinguere la differenza tra vendetta e giustizia: infatti la vendetta è quella che fanno i cattivi, la giustizia la fanno i carabinieri. E la giustizia punta a salvare anche chi ha sbagliato, difendendo chi ha subito un torto, per creare una società migliore, più giusta ed equa.
Gli alunni del modulo “Cuntastorie” del progetto PON Divertimpara



